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Nella pattumiera dell'italiano tutto il necéssaire per i ladri d'identità

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Interessante articolo sul trashing, l'arte di cercare informazioni nella spazzatura. Un esperimento che mette in luce quante cose finiscono nella spazzatura anche se non devono.

Da leggere e da meditarci sopra...

Sono allarmanti i dati emersi da una ricerca condotta da Experian sui furti di identità che avvengono anche rovistando nei rifiuti.

All'apparenza può apparire bizzarro ma in realtà i risultati che ne sono emersi sono davvero allarmanti. Ci stiamo riferendo a una ricerca promossa da Experian, Banca Finconsumo e RISSC sui furti d'identità con informazioni reperibili fra i rifiuti. Proprio così, dai rifiuti che gli italiani una o due volte alla settimana sono abituati a lasciar fuori dal portone di casa affinché vengano ritirati dagli addetti. Dalla ricerca purtroppo è emerso che gli italiani gettano in pattumiera una gran quantità di documenti, personali, bancari e commerciali, che permettono ai malintenzionati di “travestirsi”, frodare e farne pagare le conseguenze agli incauti.

La ricerca è stata relaizzata con la collaborazione del Comune di Schio (Vi) e la locale Azienda di Igiene Ambientale (Cias), che hanno reso possibile un sondaggio in un Comune (30 mila abitanti) tipico della realtà italiana, e acquisito elementi per sensibilizzare la cittadinanza al fenomeno in costante aumento e che ha visto in Europa, nel solo 2004, frodi con carta di credito basate sul furto di identità e l’utilizzo di Internet per oltre 170 milioni di euro.

Rovistando tra i rifiuti, i ricercatori Experian e RISSC sono andati a caccia delle informazioni che permettono di compiere furti di identità. Esaminando il contenuto di circa 700 “sacchi” (fra rifiuti solidi urbani e carta da riciclo, per più di un terzo dei volumi generati nell’arco di due giorni da circa 900 famiglie e 200 aziende), sono emersi risultati sorprendenti: il numero dei documenti che permettono di risalire almeno alle generalità dell’utenza è risultato molto elevato, 2,29 per sacchetto nel caso delle famiglie e addirittura 12,8 nel caso di aziende ad esercizi, per una media di 7 documenti per sacchetto; informazioni e dati riservati (inclusi estratti conto bancari e di carte di credito, polizze, documenti contabili e fiscali, altri con firme, e così via) sono stati trovati nel 27% dei sacchetti domestici e nel 61,5% dei sacchetti aziendali, e quindi complessivamente in quasi la metà (nel 42,3%) dei sacchetti totalmente esaminati; l’85% delle informazioni sensibili era su documenti integri (inclusi quelli accartocciati o strappati, ma giacenti nello stesso sacchetto e facilmente ricomponibili); nel caso delle famiglie l’assortimento dei documenti reperiti si è rivelato preoccupante: 30% con dati personali (nome, indirizzo, telefono, codice fiscale, estremi anagrafici, firme); 30% con dati assicurativi; 15% con informazioni sulle utenze e addirittura il 13% con dati bancari (estremi conto, estratti conto, movimenti, e altri elementi su bancomat e carte di credito); nel caso delle aziende e degli esercizi, la situazione è egualmente indicatrice di scarsa prudenza: 25% di documenti con riferimenti aziendali (non solo nome o indirizzo, tel./fax, partita Iva, ma anche dati sui titolari/esponenti, loro firme, e-mail); 20% con informazioni su clienti e fornitori (fatture, liste); 20% con dati contrattuali (fatture, offerte); 10% con informazioni finanziarie (modelli imposte, documenti contabili) e 5% con dati bancari.

“E’ la conferma che l’impegno di Polizia deve essere accompagnato da comportamenti più responsabili e da nuovi strumenti di prevenzione. – ha commentato Fabio Tortora, Direttore Servizi Antifrode di Experian – Da qui l’importanza di lanciare anche in Italia campagne informative e di favorire il ricorso a strumenti in rete già disponibili e capaci di informare all’istante l’interessato dell’uso abusivo dei suoi dati, dandogli modo di far scattare subito l’allarme.”

La ricerca è stata presentata al 2° International Fraud Forum, organizzato a Roma da Experian e dall’ACFE, l’associazione degli esperti antifrode di aziende, banche e forze di polizia di oltre 100 paesi.

Notizia tratta da Data Manager on line

 

Ultimo aggiornamento Domenica 17 Gennaio 2010 13:02  

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